giovedì 26 gennaio 2012

GeoHot abbandona Facebook e torna nel mondo dell'hacking.


GeoHot, l’hacker divenuto famoso per i suoi preziosi contributi al jailbreak dell’iPhone e all’hacking della Playstation 3, secondo quanto riportato da BusinessInsider avrebbe lasciato "la grande F" di Mark Zuckerberg.
Dopo aver lavorato per qualche mese all’interno di Facebook, l’hacker ha abbandonato l'azienda per dedicarsi nuovamente al suo primo, vero amore: l’hacking.

Per chi non lo conoscesse, George Hotz, in arte Geohot, è un pò "il numero uno" del mondo del jailbreak. Questo giovane ragazzo è stato autore di diversi tool per il jailbreak dell’iPhone sin dal primo modello lanciato da Apple nel 2007. I suoi tool più celebri sono stati "Blackra1n" e l’ultimo "Limera1n", che utilizzavano un exploit hardware per il jailbreak del processore A4 (tutti gli iDevices tranne iPhone 4S ed iPad 2 per intenderci).

Nel 2011 lasciò la scena hacking dopo essere stato protagonista di un' intensa guerra legale con Sony, scatenata dalla diffusione, ad opera del ragazzo, delle chiavi di sistema (3.41) che consentivano di decriptare il firmware della PlayStation 3 e di conseguenza creare dei primi CFW funzionanti.

L'hacker è stato fotografato e ripreso nel corso di una competizione di hacking che si è tenuta all’interno di una startup fondata da Lady Gaga, la "Backplane". Un ragazzo con cui Geohot ha collaborato nel corso di questo evento ha raccontato con queste parole la sua esperienza:

"Durante l’hackathon, ho lavorato con lui allo sviluppo di un’applicazione che permette di visualizzare gli amici di Facebook su una mappa. Anche "Aviv Ovadya" di Quora ha collaborato con noi. "Ovadya" si è concentrato sullo sviluppo di una sezione dell’applicazione, "Hotz" ha invece ottenuto le informazioni sulle API e le ha programmate all’interno di una mappa."

l suo gruppo comunque non ha vinto la competizione organizzata, facendosi superare da alcuni ragazzi delle scuole liceali.

Ora c’è soltanto da sperare che l' "hacker per eccellenza" ritorni ad occuparsi non solo di iOS, ma anche nella scena PS3, aiutando Kakaroto IN ANONIMATO OVVIAMENTE, dando una svolta a questa soap opera che va avanti ormai da troppo tempo tra FAKE e FAKER!


martedì 24 gennaio 2012

Dopo Megaupload, ecco Anonyupload!


Chiuso un file hoster, se ne apre un altro. Dopo l’oscuramento di Megaupload da parte dell’FBI, a raccoglierne l’eredità si è già fatto avanti Anonyupload.

Si tratta di un nuovo progetto del famoso gruppo di hacker Anonymous che dovrebbe debuttare domani 25 gennaio. Sull’home page del sito, raggiungibile all’indirizzo www.anonyupload.com, sono pubblicate le linee guida del servizio nonché le richieste di donazione per poterlo mettere in piedi e portare avanti.

Secondo quanto riportato nelle indicazioni, il sito sarà gratuito, senza pubblicità e anonimo al 100%. Ogni utente disporrà di un account FTP per accedere al proprio spazio di storage sul quale potrà trasferire e condividere file in assoluto anonimato.

Per motivi di sicurezza, dice il sito, saranno utilizzati server situati in Russia, lontani cioè dagli USA e dalle autorità che hanno determinato la chiusura di Megaupload. Non manca in home page un ringraziamento speciale anche a Kim Dotcom, ex numero uno di Megavideo e Megaupload, per il servizio prestato negli anni scorsi alla comunità del file sharing.

Aggiornamento: Occhio alle truffe! Alcuni post pubblicati su Twitter da utenti vicini agli Anonymous (@Anon_Central e @AnonymousPress) avvertono che il sito potrebbe essere un fake e che non sarebbe affiliato con il famoso gruppo di hacking.


lunedì 23 gennaio 2012

FILESONIC stop alla condivisione dei files!


Dopo la chiusura di Megaupload e Megavideo da parte dell’FBI avvenuta la scorsa settimana erano in molti a pensare che la vicenda avrebbe avuto delle ripercussioni anche sugli altri siti di file hosting.

Il primo passo indietro sul fronte della condivisione dei file arriva dal popolarissimo FileSonic, concorrente diretto di Megaupload, che, con un avviso pubblicato direttamente sulla propria home page, ha annunciato di aver disabilitato le funzionalità di condivisione sul portale.

FileSonic aggiunge anche che il servizio può essere usato soltanto per caricare o recuperare file di cui l’utente ha personalmente effettuato l’upload. Il sito evidentemente preferisce chiudere ai servizi di condivisione per non farsi coinvolgere in beghe legali ed evitare di incorrere nei guai che hanno portato in carcere i fondatori e i dipendenti di Megaupload.

Secondo alcune fonti, inoltre, nei giorni scorsi FileSonic avrebbe anche fatto pulizia sui propri server, eliminando tutta una serie di file di cui erano state ricevute segnalazioni di illecito da parte dei detentori di copyright.

Ad ogni modo FileSonic non sarebbe il solo ad aver fatto marcia indietro sul fronte “sharing”. A quanto pare, infatti, il portale Uploaded.to avrebbe deciso di inibire l’accesso ai server dagli Stati Uniti.

L'era dei siti di file hosting sta quindi per concludersi? Voi cosa ne pensate?

sabato 21 gennaio 2012

Costa Concordia: Webcam sul relitto


È trascorsa quasi una settimana dal naufragio della Costa Concordia. Le ricerche dei dispersi sono state sospese ancora una volta per motivi di sicurezza a causa di un nuovo spostamento dello scafo.
Gli esperti che stanno monitorando la nave tramite strumenti di rilevamento, anche satellitari, hanno misurato uno spostamento del relitto di circa 1 centimetro e mezzo l’ora.
Grazie ad una Webcam che punta sulla nave è possibile seguire le operazioni di recupero anche su Internet. Per vedere in diretta le immagini della Costa Concordia andiamo su questa pagina Web. 

venerdì 20 gennaio 2012

L'intero network Mega chiuso.


Da alcune ore Megaupload Megavideo, due dei portali di file hosting e streaming video più famosi ed usati in Rete, non sono più raggiungibili. Sono stati infatti oscurati dall’FBI su ordine del Dipartimento di Giustizia statunitense.

L’accusa è quella di aver causato quasi mezzo miliardo di danni ai possessori del copyright. Il Grand Jury nel Distretto Orientale della Virginia ha incriminato 7 individui e 2 società (Megaupload Limited e Vestor Limited) per vari reati (cospirazione a scopo di racket, violazione di copyright, riciclaggio di denaro sporco e violazione di copyright) per i quali rischiano fino a 50 anni di carcere.

L’azione ha portato all’arresto del fondatore di Megaupload Kim Dotcom, aka Kim Schmitz, e di altri tre dirigenti del portale Internet (Finn Batato, responsabile marketing tedesco, Mathias Ortmann, CTO tedesco, e Van der Kolk, responsabile network olandese). I nomi degli altri personaggi coinvolti nella vicenda sono Julius Bencko, grafico slovacco, Sven Echternach, responsabile sviluppo tedesco, e Andrus Nomm, sviluppatore software estone.

L’operazione è stata condotta dalle forze dell’ordine e organi di Giustizia di vari stati del mondo (USA, Nuova Zelanda, Hong Kong, Australia, Olanda, Canada, UK, Germania, e Filippine).

DDL SOPA e PIPA.



Ne parla mezzo mondo ormai, e tutti quelli che lo menzionano lo fanno con toni negativi, comprendendo realmente la situazione e rendendosi conto di cosa potrebbe comportare per l'internet di un domani non cosí lontano.

Noi italiani, ultima ruota del carro sotto l'aspetto economia e politica ma sempre all'avanguardia su blocchi e gabelle abbiamo giá assistito quest'estate a qualcosa di simile, una legge che il passato governo Berlusconi ha cercato di far passare sotto il nome di "arginamento delle attività di apologia o istigazione a delinquere compiute a mezzo internet", che di per sè sembrerebbe essere cosa positiva, ma che aveva un risvolto negativo: il controllo dei contenuti su internet da parte del governo. Fortunatamente per noi la legge è stata abrogata.
Quello di cui vi parleremo oggi, e che ci preme di mettervi al corrente è lo Stop Online Piracy Act (SOPA - H.R. 3261 disegno di legge del 26 ottobre 2011, proposto da Lamar S. Smith, deputato del parlamento USA).
Wikipedia, anche questa volta come la scorsa, si è fatta paladina per la difesa dell'informazione libera su internet, schierandosi contro questo provvedimento inadeguato e restrittivo che metterebbe definitivamente il bavaglio della censura a quel mezzo d'informazione globale che si chiama internet, che fino ad oggi è stato l'icona della libertá di espressione e al contempo della globalizzazione.
Ma non è tutto. La cosa potrebbe apparentemente non interessarci, esistendo miliardi di siti web al di fuori del controllo del governo USA (OT: Il server di MS si trova in Texas) ma questo danneggerebbe comunque l'altra metà di internet, che si ritroverebbe comunque privata di una quantità di informazioni inimmaginabile (e viceversa). Il progetto di legge infatti autorizzerebbe il Dipartimento di Giustizia americano a richiedere l'emissione di ordinanze del tribunale contro i siti web che si trovano addirittura fuori dalla giurisdizione degli Stati Uniti una volta accusati di violare i diritti d'autore o di rendere possibile o comunque facilitare attività di violazione del copyright.


Sono almeno sei i punti che il mondo ha contestato al SOPA e al Protect IP Act (PIPA):
  • Il provvedimento, censurando internet, violerebbe i diritti del Primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti d'America, minacciando la libertà di parola e mettendo in pericolo i proprietari dei siti web a causa della denuncia degli illeciti.
  • Il SOPA prevede una causa legale per un singolo contenuto in violazione di copyright, mentre il DMCA (Digital Millennium Copyright Act, cioè il disegno di legge attualmente in vigore negli USA) prevede una semplice diffida da parte del detentore dei diritti; il prezzo con il SOPA è l'oscuramento del sito, con il DMCA è la rimozione del solo contenuto caricato illegalmente;
  • Il SOPA rende perseguibile il sito che ha reso possibile o facilitato la pubblicazione del contenuto in violazione, pertanto costituisce un pericolo per i siti che permettono agli utenti di caricare contenuti: i siti a contenuto aperto, i social network, i blog, ecc. per i quali è impossibile controllare cosa gli utenti caricano. Con il DMCA invece la responsabilità del reato ricade sul singolo utente che ha caricato il contenuto, e non sul gestore del sito;
  • Le spese legali costituiscono un deterrente e un serio pericolo per i siti non-profit o low-budget... vedremmo in poco tempo sparire qualsiasi sito aperto per portare avanti progetti open source. Firefox, Thunderbird, Il network Mozilla, le varie distro Linux e qualsiasi progetto senza scopo di lucro potrebbero scomparire.
  • Si presta facilmente ad un uso strumentale da parte dei detentori di diritti per mettere in ginocchio determinati siti, in quanto questi ultimi dovranno sostenere le spese legali anche se le accuse di violazione di copyright si rivelano essere false!;
  • Rende illegali anche strumenti informatici che non hanno nulla a che fare con le violazioni di copyright: Virtual Private Networks, proxy, software per l'anonimato; strumenti indispensabili per gli amministratori di sistemi informatici, attivisti per i diritti umani, e dissidenti politici in tutto il mondo.
Fonte di alcuni contenuti: Stop Online Piracy Act  

Ora, se tutto questo fosse realmente positivo come il governo USA vorrebbe far credere, non ci sarebbe il mondo (del web) intero in protesta.
Dopo aver letto quanto trattato qui sopra, non sorprende scoprire che Google, Yahoo, YouTube, Facebook, Twitter, AOL, LinkedIn, eBay, Mozilla Corporation, Roblox, Reddit, Wikipedia, Wikimedia Foundation (per citarne alcuni), nonchè organizzazioni per la difesa dei diritti umani come Reporters Without Borders, Electronic Frontier Foundation (EFF), ACLU, Human Rights Watch si sono esplicitamente schierate CONTRO questo provvedimento.
È innegabile che internet abbia sconvolto e messo profondamente radice in tutte le varie culture seminate sul globo, ed è altrettanto innegabile che i governi non si rendano conto che controllare l'incredibile potenziale di questo media significa avere in mano le redini del mondo.


Gli anglofoni possono documentarsi meglio dalla pagina dedicata di Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act


Il 24 gennaio sapremo quali saranno le sorti di internet.

giovedì 19 gennaio 2012

WhatsApp ritorna sull’App Store.


Da qualche giorno WhatsApp, la tanto amata app per smarpthone grazie alla quale scambiarsi messaggi gratuiti, era stata rimossa dall’App Store risultando quindi impossibile da scaricare e, di conseguenza, da utilizzare, almeno per tutti gli utenti che sul proprio iPhone non erano ancora in possesso della celebre risorsa.
Stando a quelle che sono le cosiddette “voci di corridoio” il motivo della rimozione sarebbe imputabile ai gravi problemi di sicurezza riscontrati nell’utilizzo di WhatsApp.
Che la motivazione sia effettivamente questa oppure no non è ancora chiaro e, con molta probabilità, mai lo sarà ma, nonostante ciò, nelle ultime ore WhatsApp è tornata a far capolino sull’App Store e, questa volta, con un numero di versione differente.
Da pochissimo, infatti, WhatsApp è stata nuovamente inserita sul marketplace di iOS con il numero di versione 2.6.9 che, almeno a primo acchito, non sembra presentare alcun cambiamento significativo nelle funzionalità rispetto a quanto reso precedentemente disponibile.
Tutti gli utenti, quindi, possono ora procedere nuovamente al download gratuito (nonostante tutti gli hoax in circolazione!) dell’app sul proprio iPhone.
Ufficialmente, però, non è stata ancora data alcuna spiegazione in merito all’improvvisa scomparsa dell’app dallo store.
Comunque, con molta probabilità, la fulminea scomparsa dell’app è da imputare all’individuazione di una debolezza nel protocollo WhatsApp che, in concomitanza dell’inizio del nuovo anno, costringe l’azienda a rilasciare rapidamente un aggiornamento per porre rimedio alla falla al fine di garantire sicurezza e stabilità.
L’esecuzione di tale procedura avviene senza problemi ed in tempi abbastanza brevi su tutte le altre piattaforme mobile per le quali WhatsApp risulta disponibile ma per quanto concerne iOS c’è invece da aspettare l’approvazione di Apple e da qui la decisione da parte del team di WhatsApp di rimuovere la propria app dallo store (tale operazione può essere svolta autonomamente dallo sviluppatore) nell’attesa che la nuova versione del client ottenga l’ok della ben nota azienda della mela morsicata.

IPv6: il debutto è fissato per il 6 giugno


Conseguenzialmente all’esito positivo della fase di sperimentazione e di test dell’IPv6 avvenuta durante il World IPv6 Day dello scorso anno, il prossimo 6 giungo, così come definito dall’organizzazione non profit internazionale Internet Society (ISOC), verrà effettuato lo switch-off definitivo di IPv4 effettuando quindi il “grande salto”.
Allo specifico, le aziende che hanno confermato il proprio impegno ad adottare il nuovo protocollo di indirizzamento della pagine web sono invitate ad effettuare il passaggio definitivo durante il World IPv6 Launch.
Questo, in altri termini, sta a significare che portali come Google, Facebook, Microsoft Bing e Yahoo! permetteranno l’accesso ai loro network tramite il nuovo standard anche se l’elenco di chi per la data fissata renderà disponibile l’IPv6 appare ancora provvisorio e non è escluso il fatto che per il 6 giugno si accodino diversi altri portali e carrier tra cui risultano compresi già i nomi di AT&T, Comcast, XS4ALL, Time Warner Cable, Akamai e Limelight.
A detta dei membri dell’ISOC, tenendo conto dei molteplici nomi coinvolti, l’IPv6 non va più a configurarsi solo e soltanto come un esperimento da laboratorio e la dimostrazione di ciò sta nel fatto ch attori di primaria importanza stanno manifestando notevole interesse per poter prender parte al World IPv6 Launch.
Per la maggior parte degli utenti, comunque, lo spostamento permanente dei siti web su IPv6 non dovrebbe comportare alcun tipo di disservizio.
Per quanto riguarda invece lo switch relativo alle connessioni broadband domestiche, sarà necessario, stando a quelle che sono le stime di AT&T, ancora parecchio tempo (il noto provider, infatti, ha fatto sapere che soltanto l’1% dei suoi utenti residenziali comincerà a navigare in modalità IPv6 a partire dal prossimo 6 giugno).

In produzione i chip di Xbox 720


Arrivano nuove indiscrezioni su Xbox 720, la console Microsoft di prossima generazione. Secondo quanto riporta il sito SemiAccurate, Xbox 720 è già entrata nella fase di produzione: dalla fine del 2011, infatti, sarebbe stata avviata la realizzazione di 10.000 unità di wafer dotati di un nuovo chip, nome in codice Oban.
Le aziende coinvolte nel progetto sarebbero GlobalFoundries, AMD e IBM. Secondo SemiAccurate (il sito dice di esserne sicuro al 99,9%) la console disporrà di una CPU PowerPC e di un chip grafico basato sull'architettura Graphics Core Next di AMD, la stessa implementata dalla scheda Radeon HD 7970.

Il sito, inoltre, ipotizza che il numero di wafer (ognuno di essi dovrebbe contenere circa 100 chip Oban) ordinati da Microsoft e prodotti con tecnologia a 32 nm consentirà di ottenere molti più processori rispetto a quelli necessari per realizzare solo dei devkit per gli sviluppatori. Ma questo non può portare a conclusioni affrettate. Infatti, ricorda SemiAccurate, questi primi chip subiranno sicuramente molte revisioni prima di essere utilizzati sulla console che verrà messa in commercio.

SemiAccurate riporta infine che i chip della console saranno pronti alla fine di febbraio, il che significa che i primi kit di sviluppo saranno pronti a marzo, ma è lecito aspettarsi che Xbox 720 non arriverà nei negozi prima della primavera del 2013.

martedì 17 gennaio 2012

Firefox 10 beta 4



Mozilla procede spedita con lo sviluppo delle nuove versioni del proprio browser e ha da poco rilasciato la Beta 4 di Firefox 10, la cui versione finale dovrebbe essere disponibile il prossimo 31 gennaio.
Firefox 10 si distingue dalle versioni precedenti per il supporto a tecnologie Web come CSS3 3D Transform, WebGL Anti-Aliasing e ad alcuni elementi di HTML5, mentre nell'interfaccia Web il pulsante "Avanti" adesso compare solo quando si ritorna su una pagina Web già visitata. Firefox 10 inoltre adesso consente di eseguire alcune applicazioni Web in modalità Full Screen.
Per scaricare Firefox 10 Beta 4 andiamo qui e clicchiamo sul link corrispondente alla lingua e al sistema operativo desiderato.

Wii Media Center v1.2.2: Divx, Mp3 e Youtube su Wii!


I coder Tantric e rodries rilasciano una nuova versione del famosissimo WiiMC arrivato così alla versione 1.2.2, che ha come obiettivo prncipale quello di fixare i problemi di stabilità dello stream di video da YouTube.

Questa applicazione homebrew contiene in se' tutto il necessario per trasformare la vostra Wii in un completo media center in grado di riprodurre Divx, Mp3, radio/TV in streaming, foto, etc.

Changelog:
  • Core aggiornato con MPlayer r34540 ed ffmpeg a9bd29e15e8d
  • Fixati alcuni bug che rendevano instabile la riproduzione di video da YouTube
  • Aggiunte le thumbnails per i video YouTube
  • Migliorato il video resizing ("quadrettoni" meno visibili)
  • Aggiornate le traduzioni
  • Fixati altri bug minori

Downloads:

lunedì 16 gennaio 2012

The Pirate Bay abbandonerà i torrent a favore dei link magnetici



Il più che noto ed altrettanto contestato sito web The Pirate Bay, a poco più di due anni di distanza dalla chiusura del suo tracker BitTorrent, è ora pronto a diventare ancor più resistente agli eventuali attacchi di chiusura e censura messi in atto dall’industria del copyright introducendo i link magnetici a discapito dei file torrent.
A dare l’annuncio è stato il sito web TorrentFreak ma la fonte è ufficiale poiché l’info in qustione proviene direttamente dal team della “baia”.
Questo, in altri termini, sta quindi a significare che The Pirate Bay, mettendo a disposizione i Magnet Link, indirizzerà l’utente direttamente all’hash della risorsa che desidera scaricare su rete distribuita senza eventuali tracker centralizzati.
The Pirate Bay, nel dettaglio, cesserà di sfruttare i file .torrent in maniera definita nel giro di un mese.
La scelta in questione, oltre a permettere di evitare eventuali problematiche con l’industria della censura, comporta anche un vantaggio di non poco conto relativamente alla riduzione del quantitativo di banda necessario a far funzionare il sito.
Per quanto riguarda l’utente, invece, il passaggio dai file .torrent ai link magnetici non dovrebbe creare alcun tipo di problema tenendo conto del fatto che la maggior parte dei client BitTorrent attualmente presenti sulla piazza supportano già la funzionalità in questione per cui l’utilizzo del sistema torrent resterà pressoché invariato eccezion fatta per eventuali rallentamenti durante la fase di avvio del processo di condivisione.
Alcuni problemi, invece, potrebbero essere riscontrati da tutti quei motori di ricercatorrent che includono, sotto forma di download diretto, i torrent di The Pirate Bay tra i propri risultati e, in tal caso, sarà necessario mettere in atto il processo diconversione nelle relative ricerche.

Facebook a quota 1 miliardo ad agosto


Quello che un tempo forse poteva sembrare incredibile, adesso si sta avverando. Entro il 2012, più precisamente entro il prossimo agosto, Facebook raggiungerà il miliardo di utenti iscritti.

In poche parole questo significa che una persona su sette in tutto il globo sarà iscritto al social network. La previsione è stata effettuata da Gregory Lyons, analista senior dell’agenzia di marketing digitale iCrossing, che ha preso in esame i dati di crescita di Facebook a partire dal dicembre 2006. Secondo il grafico sviluppato da Lyons, il ritmo di crescita di Facebook dal 2006 a metà del 2008 è stato esponenziale, mentre successivamente è divenuto lineare.
Nonostante ci sia stato un rallentamento nelle iscrizioni negli USA e in Gran Bretagna, il social network, che già in settembre aveva raggiunto gli 800 milioni di utenti, sta praticamente spopolando nei Paesi emergenti, come Brasile e India.

Al momento nessun altro social network sembra in grado tenere il passo: secondo i dati diffusi dal sito Marshable, LinkedIn ha 130 milioni di iscritti, Twitter ha 100 milioni di utenti attivi, mentre Google+ dovrebbe arrivare a 400 milioni di utenti entro l’anno.

sabato 14 gennaio 2012

yMule, cercare e scaricare i video di YouTube



Questo software, totalmente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows, permette di cercare, applicando anche appositi filtri ed ordinando i risultati ottenuti in base alle diverse esigenze, escaricare i video di YouTube d’interesse in maniera facile e senza perdite di tempo, consentendo, tra le altre cose, anche di estrarre solo e soltanto l’audio in relazione ad uno specifico filmato.
Il software, infatti, mette a disposizione dei suoi utilizzatori un apposito modulo di ricerca, così com’è anche possibile notare dando uno sguardo allo screenshot illustrativo annesso all’inizio di questo post, mediante cui sarà possibile reperire quanto d’interesse ed eseguire il download, anche di più elementi simultaneamente, sul computer nei formati MP3, AVI, MP4 o FLV.
L’applicativo è abbastanza pratico da utilizzare ed a seconda dell’operazione che si desider eseguire sarà sufficiente selezionare la scheda corrispondente avendo l’opportunità di scegliere tra SearchDownload e Wizard.


Sito Ufficiale

venerdì 13 gennaio 2012

NetSpeedMonitor, monitorare la velocità della connessione ad internet direttamente dalla barra delle applicazioni



Spesse volte può rivelarsi particolarmente utile avere direttamente a portata di mano le informazioni relative alla propria connessione ad internet (come, ad esempio, in tutti quei casi in cui ci si vuole assicurare circa l’andamento di un determinato download).
Qualora si desideri ottenere tali informazioni in maniera pratica e dettagliata e nel caso in cui il sistema operativo impiegato sia Windows si potrebbe prendere in considerazione l’idea di sfruttare una risorsa quale NetSpeedMonitor.
Questo software, totalmente gratuito ed utilizzabile su Windows XP, Windows Server 2003, Windows Vista e Windows 7, una volta in uso consentirà infatti dimonitorare in tempo reale la velocità, sia in upload sia in download, della propria connessione ad internet, il tutto direttamente e comodamente dalla barra delle applicazioni, così come illustrato anche nello screenshot d’esempio annesso all’inizio di questo post.
Al momento del suo primo utilizzo NetSpeedMonitor chiederà all’utente di effettuare una rapida procedura guidata di configurazione selezionando una tra le lingue disponibili per l’interfaccia, indicando la propria interfaccia di rete e specificando poi se si desidera oppure no effettuare la registrazione del traffico.
NetSpeedMonitor, infatti, oltre a poter eseguire quanto precedentemente accennato, mediante un piccolo databse interno, è anche in grado di fornire tutta una serie diinformazioni facenti riferimento alla quantità di dati inviati e ricevuti relativamente a quella data sessione, al giorno o al mese.
NetSpeedMonitor è inoltre altamente personalizzabile poiché, sempre agendo dal suo pannello di configurazione, ciascun utente avrà l’opportunità di modificarne il layout andando ad agire sul tipo di font visualizzato e la dimensione, il rendering, il bitrate e tanto altro ancora.

Liberalizzati i nomi dei domini Internet



Internet sta per cambiare, almeno per quel che riguarda i nomi di dominio (.com, .it, ecc) che siamo abituati a digitare nella barra degli indirizzi del browser. Infatti l'ICAAN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’ente no profit che supervisiona l’assegnazione dei nomi di dominio, ha liberalizzato i domini di primo livello generici (i cosiddetti gTLD, Generic Top Level Domain) ed ha aperto le iscrizioni per registrare le nuove estensioni.
Questo significa che dall’anno prossimo, oltre alle 22 estensioni standard (ad esempio .com, .net,org, ecc) e alle 250 geografiche (.it.fr.de, ecc), ci saranno suffissi per nuovi domini costituiti praticamente da qualsiasi parola. Il cambiamento consentirà alle aziende di registrare i domini con il proprio nome o marchio (ad esempio .microsoft.google, e così via).
La procedura istituita prevede che solo i legittimi proprietari di brand potranno ottenere l’assegnazione dei domini, mentre nella domanda di registrazione del dominio aziende ed organizzazioni dovranno aggiungere i propri dettagli tecnici e finanziari, oltre che spiegare come intendono utilizzare il dominio. Qualora ci siano due organizzazioni che richiedano legittimamente un dominio, questo verrà concesso al migliore offerente tramite un’apposita asta.
Ogni richiesta, inoltre, avrà un costo pari a 185.000 dollari, cifra considerevole che secondo l'ICAAN scoraggerà eventuali malintenzionati dall'organizzare truffe registrando nomi di dominio simili a quelli di grandi aziende.

giovedì 12 gennaio 2012

Al CES 2012 la pre-Beta di Windows 8.


Direttamente dal palco del CES 2012, la fiera dell’elettronica di consumo che si sta svolgendo in questi giorni a Las Vegas, Microsoft ha illustrato ai presenti le funzionalità della versione pre-Beta (build 8175) di Windows 8 che saranno disponibili anche nella Beta finale, la cui uscita è prevista per febbraio prossimo.

I cambiamenti più importanti riguardano l’interfaccia Metro, in cui sono ora presenti le icone relative alle notifiche di chat, email e promemoria. È possibile inoltre personalizzare lo Start screen scegliendo il colore dello sfondo oppure creando gruppi di applicazioni. Miglioramenti sono stati apportati anche per quello che riguarda l’uso di Metro con mouse e tastiera, mentre non sono stati rilevati problemi con l’esecuzione di applicazioni Windows 7.

Durante la presentazione è stato mostrato anche il nuovo Windows Explorer, che permette ora di effettuare la ricerca dei file e visualizzarne l’anteprima come “tile”. Infine, alcuni partner di Microsoft, come Intel, Qualcomm e NVIDIA, hanno approfittato dell’occasione per presentare i prototipi dei tablet che saranno disponibili verso la fine del 2012.

giovedì 5 gennaio 2012

Il Commodore 64 festeggia il suo trentesimo anniversario.



Ricorre, proprio quest’anno, il trentesimo anniversario del Commodore 64, uno dei personal computer che, così come sapranno o ricorderanno tutti gli appassionati, ha ottenuto il maggior grado di fama e di successo in tutta la storia dell’informatica e che, in occasione del suo “compleanno” appare opportuno ricordare.
Presentato per la prima volta a gennaio del 1982 durante il CES di Las Vegas, il Commodore 64, il computer ad 8 bit dell’omonima azienda, venne poicommercializzato a partire da agosto dello stesso anno al prezzo di 599 dollari.
Il successo del computer che, secondo l’opinione comune, “ha fatto la storia” sarebbe legato, essenzialmente, al suo ottimo e, per lungo tempo, imbattibile rapporto qualità/prezzo tenendo conto del costo al momento dell’immissione sul mercato, dei 64KB di RAM di cui era stato dotato e delle caratteristiche audio-video rimaste, per anni ed anni, all’avanguardia.
Grazie alle ottime strategie di marketing adottate l’azienda riuscì a commercializzare il Commodore 64 praticamente ovunque (in Italia arrivò nel marzo del 1983 con un prezzo di listino pari a 973.500 lire) entrando in guerra con l’Atari 800 e l’Apple II divenendo inoltre una tra le macchine maggiormente desiderate tra tutti gli amanti dei videogames dell’epoca.
Il Commodore 64 riuscì inoltre a guadagnarsi il titolo, detenuto tutt’ora, di computer più venduto di sempre: vennero infatti acquistate ben 17 milioni di unità in tutto il mondo.
Il successo del Commodore 64 iniziò poi ad affievolirsi sul finire degli anni 80 conseguenzialmente all’avvento di consolle quali il NES e il Sega Master System portando l’azienda, successivamente, a dichiarare bancarotta negli anni 90.
Nell’aprile del 2010 è stata poi fondata la Commodore USA che, nei mesi successivi, ha avviato la commercializzazione di un nuovo Commodore 64 rifacendosi al suo predecessore in fatto di aspetto e funzionalità presentando però componenti di prima scelta e configurandosi come un computer all’avanguardia… ma questa è un’altra storia.

mercoledì 4 gennaio 2012

Rilasciato Xlink Kai 7.4.23.


Il team di sviluppo che sta dietro al programma XLink ne ha rilasciato una nuova versione, giungendo alla v7.4.23.
Come applicazione non l'abbiamo trattata spesso, ma forse meriterebbe maggiore attenzione da parte nostra, soprattutto per gli utenti Xbox360. XLink kai è una rete di gioco globale che consente agli utenti di giocare interagendo tra di loro online gratuitamente... un vero e proprio sistema per giocare online con le Xbox360 che non possiedono il Live o che sono perfino state bannate/flaggate. In un ambiente di gioco online previsto dal produttore le console interagiscono tra di loro passando per i server dedicati al servizio che fungono da ponti per collegare tra di loro i giocatori nonchè da supervisori per ciò che accade online (controllo console bannate, controllo accesso con servizio pagato etc..) Tutto questo con l'XLink diventa inutile: maggiore è il numero di utenti che usufruisce di questo software, ed il network creato dagli utenti connessi diventa a tutti gli effetti un sistema alternativo per giocare online senza dover per forza utilizzare il metodo di collegamento imposto dal produttore.

Changelog:
- Aggiunto il supporto per i nuovi protocolli dell'Xbox 360 System Link .

ABGX 1.0.6 rilasciato.


Come annunciato qualche settimana fa sul sito c4evaspeaks.com, è stata rilasciata una nuova versione di ABGX. Questo aggiornamento, che consigliamo vivamente per chiunque faccia uso di backup e online sulla stessa Xbox360, aggiunge il supporto per patchare i dati topologici AP25 (cosa possibile fin'ora solamente tramite il programma XBOX backup creator e avendo le patch rilasciate dal team COMPLEX) e la verifica dei backup/ISO XGD3.
Le fasi di verifica che sono state introdotte in questa versione permette di patchare le iso in modo da poter utilizzare i backup XGD3 senza essere flaggati. I file di patch dei dati topologici permettono l'avvio di backup quali COD MW2, COD BO e Halo Reach.
Il team COMPLEX ha già rilasciato dal 25 dicembre alcune copie già patchate dei seguenti titoli, che quindi sono perfettamente compatibili con i lettori flashati tramite firmware iXtreme LT+ 3.0.
Sul sito abgx360 potete visionare il changelog di questa nuova versione.


Mask Surf Lite, navigare online nascondendo posizione e credenziali d’accesso.


Si tratta di un software totalmente gratuito ed utilizzabile su tutti i sistemi operativi Windows che, mediante una semplice e pratica interfaccia utente (può essere visionata in anteprima dando uno sguardo allo screenshot illustrativo annesso ad inizio post), permette di settare tutta una serie di impostazioni mediante cui navigare online in maniera anonima nascondendo posizione e credenziali d’accesso ad eventuali altri utenti.
Il software, nello specifico, chiederà di selezionare i browser web in relazione ai quali si desidera avviare automaticamente la navigazione anonima (al momento sono supportati Internet Explorer, Google Chrome, Safari e Mozilla Firefox) provvedendo poi, dopo ogni sessione online, a cancellare le proprie tracce (come nel caso dei cookie e della cronologia).
Mask Surf Lite consente anche di regolare manualmente le impostazioni relative al proxy unitamente al settaggio personalizzato della porta.
Il software, comunque, va sottolineato, è disponibile anche in versione a pagamento (Mask Surf Pro) comprensiva di alcune features aggiuntive che in Mask Surf Lite risultano disabilitate.

lunedì 2 gennaio 2012

X-Ray, eseguire la scansione dei file utilizzando 31 motori antivirus.


Si tratta di un software totalmente gratuito, di natura portatile (di conseguenza utilizzabile senza dover effettuare alcun tipo di installazione) ed utilizzabile su qualsiasi OS Windows che, mediante una semplice ma praticissima interfaccia utente (ad inizio post ne è anche disponibile uno screenshot), permetterà di scansionare eventuali file sospetti appellandosi, così come precedentemente accennato, a ben 31 differenti motori antivirus e restituendo quindi un risultato che, proprio per tale ragione, può essere ritenuto abbastanza affidabile.
X-Ray, nello specifico, utilizza come scanner Avast, AVG, Avira, Bitdefender, ClamAV, Comodo, Dr.Web, Emsisoft, ESET, CA, Fortinet, F-Prot, F-Secure, Ikarus, K7Antivirus, Kaspersky, McAfee, Microsoft, Norman, nProtect, Panda, PC Tools, Prevx, Rising, SUPERAntiSpyware, Symantec, TheHacker, VBA32,Vipre, ViRobot e VirusBuster.
Servendosi di questo tool sarà inoltre possibile analizzare uno specifico file sfruttando un unico motore antivirus, utilizzandone soltanto alcuni o, ancora, tutti insieme.
Una volta ultimato il processo di scansione sarà possibile visualizzarne l’esito e, inoltre, qualora lo si desideri, ciascun utente potrà anche scegliere di ricevere un apposita e-mail contente un rapporto dettagliato circa l’analisi eseguita.

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