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giovedì 26 gennaio 2012

GeoHot abbandona Facebook e torna nel mondo dell'hacking.


GeoHot, l’hacker divenuto famoso per i suoi preziosi contributi al jailbreak dell’iPhone e all’hacking della Playstation 3, secondo quanto riportato da BusinessInsider avrebbe lasciato "la grande F" di Mark Zuckerberg.
Dopo aver lavorato per qualche mese all’interno di Facebook, l’hacker ha abbandonato l'azienda per dedicarsi nuovamente al suo primo, vero amore: l’hacking.

Per chi non lo conoscesse, George Hotz, in arte Geohot, è un pò "il numero uno" del mondo del jailbreak. Questo giovane ragazzo è stato autore di diversi tool per il jailbreak dell’iPhone sin dal primo modello lanciato da Apple nel 2007. I suoi tool più celebri sono stati "Blackra1n" e l’ultimo "Limera1n", che utilizzavano un exploit hardware per il jailbreak del processore A4 (tutti gli iDevices tranne iPhone 4S ed iPad 2 per intenderci).

Nel 2011 lasciò la scena hacking dopo essere stato protagonista di un' intensa guerra legale con Sony, scatenata dalla diffusione, ad opera del ragazzo, delle chiavi di sistema (3.41) che consentivano di decriptare il firmware della PlayStation 3 e di conseguenza creare dei primi CFW funzionanti.

L'hacker è stato fotografato e ripreso nel corso di una competizione di hacking che si è tenuta all’interno di una startup fondata da Lady Gaga, la "Backplane". Un ragazzo con cui Geohot ha collaborato nel corso di questo evento ha raccontato con queste parole la sua esperienza:

"Durante l’hackathon, ho lavorato con lui allo sviluppo di un’applicazione che permette di visualizzare gli amici di Facebook su una mappa. Anche "Aviv Ovadya" di Quora ha collaborato con noi. "Ovadya" si è concentrato sullo sviluppo di una sezione dell’applicazione, "Hotz" ha invece ottenuto le informazioni sulle API e le ha programmate all’interno di una mappa."

l suo gruppo comunque non ha vinto la competizione organizzata, facendosi superare da alcuni ragazzi delle scuole liceali.

Ora c’è soltanto da sperare che l' "hacker per eccellenza" ritorni ad occuparsi non solo di iOS, ma anche nella scena PS3, aiutando Kakaroto IN ANONIMATO OVVIAMENTE, dando una svolta a questa soap opera che va avanti ormai da troppo tempo tra FAKE e FAKER!


giovedì 19 gennaio 2012

IPv6: il debutto è fissato per il 6 giugno


Conseguenzialmente all’esito positivo della fase di sperimentazione e di test dell’IPv6 avvenuta durante il World IPv6 Day dello scorso anno, il prossimo 6 giungo, così come definito dall’organizzazione non profit internazionale Internet Society (ISOC), verrà effettuato lo switch-off definitivo di IPv4 effettuando quindi il “grande salto”.
Allo specifico, le aziende che hanno confermato il proprio impegno ad adottare il nuovo protocollo di indirizzamento della pagine web sono invitate ad effettuare il passaggio definitivo durante il World IPv6 Launch.
Questo, in altri termini, sta a significare che portali come Google, Facebook, Microsoft Bing e Yahoo! permetteranno l’accesso ai loro network tramite il nuovo standard anche se l’elenco di chi per la data fissata renderà disponibile l’IPv6 appare ancora provvisorio e non è escluso il fatto che per il 6 giugno si accodino diversi altri portali e carrier tra cui risultano compresi già i nomi di AT&T, Comcast, XS4ALL, Time Warner Cable, Akamai e Limelight.
A detta dei membri dell’ISOC, tenendo conto dei molteplici nomi coinvolti, l’IPv6 non va più a configurarsi solo e soltanto come un esperimento da laboratorio e la dimostrazione di ciò sta nel fatto ch attori di primaria importanza stanno manifestando notevole interesse per poter prender parte al World IPv6 Launch.
Per la maggior parte degli utenti, comunque, lo spostamento permanente dei siti web su IPv6 non dovrebbe comportare alcun tipo di disservizio.
Per quanto riguarda invece lo switch relativo alle connessioni broadband domestiche, sarà necessario, stando a quelle che sono le stime di AT&T, ancora parecchio tempo (il noto provider, infatti, ha fatto sapere che soltanto l’1% dei suoi utenti residenziali comincerà a navigare in modalità IPv6 a partire dal prossimo 6 giugno).

giovedì 12 gennaio 2012

Al CES 2012 la pre-Beta di Windows 8.


Direttamente dal palco del CES 2012, la fiera dell’elettronica di consumo che si sta svolgendo in questi giorni a Las Vegas, Microsoft ha illustrato ai presenti le funzionalità della versione pre-Beta (build 8175) di Windows 8 che saranno disponibili anche nella Beta finale, la cui uscita è prevista per febbraio prossimo.

I cambiamenti più importanti riguardano l’interfaccia Metro, in cui sono ora presenti le icone relative alle notifiche di chat, email e promemoria. È possibile inoltre personalizzare lo Start screen scegliendo il colore dello sfondo oppure creando gruppi di applicazioni. Miglioramenti sono stati apportati anche per quello che riguarda l’uso di Metro con mouse e tastiera, mentre non sono stati rilevati problemi con l’esecuzione di applicazioni Windows 7.

Durante la presentazione è stato mostrato anche il nuovo Windows Explorer, che permette ora di effettuare la ricerca dei file e visualizzarne l’anteprima come “tile”. Infine, alcuni partner di Microsoft, come Intel, Qualcomm e NVIDIA, hanno approfittato dell’occasione per presentare i prototipi dei tablet che saranno disponibili verso la fine del 2012.

giovedì 5 gennaio 2012

Il Commodore 64 festeggia il suo trentesimo anniversario.



Ricorre, proprio quest’anno, il trentesimo anniversario del Commodore 64, uno dei personal computer che, così come sapranno o ricorderanno tutti gli appassionati, ha ottenuto il maggior grado di fama e di successo in tutta la storia dell’informatica e che, in occasione del suo “compleanno” appare opportuno ricordare.
Presentato per la prima volta a gennaio del 1982 durante il CES di Las Vegas, il Commodore 64, il computer ad 8 bit dell’omonima azienda, venne poicommercializzato a partire da agosto dello stesso anno al prezzo di 599 dollari.
Il successo del computer che, secondo l’opinione comune, “ha fatto la storia” sarebbe legato, essenzialmente, al suo ottimo e, per lungo tempo, imbattibile rapporto qualità/prezzo tenendo conto del costo al momento dell’immissione sul mercato, dei 64KB di RAM di cui era stato dotato e delle caratteristiche audio-video rimaste, per anni ed anni, all’avanguardia.
Grazie alle ottime strategie di marketing adottate l’azienda riuscì a commercializzare il Commodore 64 praticamente ovunque (in Italia arrivò nel marzo del 1983 con un prezzo di listino pari a 973.500 lire) entrando in guerra con l’Atari 800 e l’Apple II divenendo inoltre una tra le macchine maggiormente desiderate tra tutti gli amanti dei videogames dell’epoca.
Il Commodore 64 riuscì inoltre a guadagnarsi il titolo, detenuto tutt’ora, di computer più venduto di sempre: vennero infatti acquistate ben 17 milioni di unità in tutto il mondo.
Il successo del Commodore 64 iniziò poi ad affievolirsi sul finire degli anni 80 conseguenzialmente all’avvento di consolle quali il NES e il Sega Master System portando l’azienda, successivamente, a dichiarare bancarotta negli anni 90.
Nell’aprile del 2010 è stata poi fondata la Commodore USA che, nei mesi successivi, ha avviato la commercializzazione di un nuovo Commodore 64 rifacendosi al suo predecessore in fatto di aspetto e funzionalità presentando però componenti di prima scelta e configurandosi come un computer all’avanguardia… ma questa è un’altra storia.

giovedì 1 dicembre 2011

Il WikiLeaks dell'informatica è qui.



Da alcuni giorni scorsi sta facendo molto parlare di sé in Rete il sito Cryptome, sito analogo a WikiLeaks e finora poco conosciuto dagli Internauti, che ha pubblicato online numerosi documenti riservati che spiegano metodologie adottate dai fornitori di servizi per consentire alle forze dell’ordine di effettuare le proprie indagini e accedere ai dati degli utenti (nome e cognome, numero di telefono, indirizzo email, ecc) iscritti ai social network.
Ma non solo. Sono presenti anche procedure dettagliate come estrarre dati da PC e telefonini (ad esempio l’iPhone) e informazioni sui tempi di conservazione dei log da parte di aziende come Microsoft, Blizzard e AOL. Insomma, si tratta in pratica di manuali e linee guida su come recuperare IP, ID e quant’altro serve per risalire ad informazioni varie dell’utente. Questi documenti strettamente confidenziali sono al momento consultabili e scaricabili da chiunque da Cryptome. Esaminando nel dettaglio questi documenti abbiamo scoperto altri aspetti interessanti sia dal punto di vista della protezione della privacy sia per quel che riguarda la gestione delle informazioni.
La lista dei documenti presenti sul sito è effettivamente molto lunga e contiene davvero di tutto. Scorrendo l’elenco ci è balzato subito agli occhi il file facebook-spy3.pdf che corrisponde al documento “Facebook Law Enforcement Guideline”. Contiene informazioni sulla policy perseguita dal social network contro l’uso di false identità e istruzioni su come determinare l’ID unico dell’utente nel caso non siano noti il nome (o l’email) dell’utente o del gruppo da identificare. Il social network si dimostra disponibile, su richiesta, anche a non disabilitare eventuali account segnalati dalla polizia in modo da non comprometterne l’esito delle indagini. I dati che Facebook sarebbe pronto a fornire agli investigatori includono indirizzo email, data e ore delle creazione dell’account, log recenti, numero di cellulare e status. In coda al documento è presente quindi un modulo di richiesta informazioni destinato agli informatori. Il dubbio è questo punto che qualche malintenzionato in Rete potrebbe sotto falsa identità utilizzare questo modulo divenuto ormai pubblico per riuscire a farsi consegnare da Facebook dati sensibili relativi agli utenti.






mercoledì 30 novembre 2011

YaCy, il motore di ricerca P2P.


Arriva YaCy, un nuovo progetto che si propone di rivoluzionare le attività di ricerche online.
Si tratta di un’applicazione open source, giunta adesso alla versione 1.0 e rilasciata con licenza GNU GPL, che permette di eseguire un motore di ricerca decentralizzato e, come avviene sui circuiti peer to peer, utilizza i contributi proveniente dai vari nodi della rete.
In pratica non esiste un server principale, ma ciascun nodo (“peer”) dà il proprio contributo per la definizione dei risultati delle ricerche effettuate dagli utenti degli altri nodi e, allo stesso tempo, può ricevere contributi esterni.
Il sistema garantisce così la libera circolazione dei contenuti nella rete del motore e non è possibile applicare ad esso alcuna censura. Secondo gli sviluppatori di YaCy, il motore di ricerca ha già indicizzato 1,4 miliardi di pagine Web ed è in grado di gestire fino a 130.000 ricerche al giorno.

martedì 15 novembre 2011

Il microprocessore compie 40 anni.


Sono passati esattamente 40 anni da quando è stato introdotto sul mercato da Intel il primo microprocessore.
Il 15 novembre 1971, infatti, l’azienda di Santa Clara lanciava il 4004, costruito in un unico circuito integrato e racchiuso in un frammento di silicio. L’avvento del microprocessore fu una vera e propria rivoluzione nel campo dell’elettronica e dell’informatica: su unico chip si avevano 2.250 transistor in grado di fornire una potenza di calcolo paragonabile a quella dell’ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Computer), il primo computer elettronico digitale costruito nel 1946, dal peso di 30 tonnellate e costituito da ben 17.500 valvole.
Intel 4004 era invece grande appena 2 centimetri e con esso nacque il concetto di microprocessore come componente principale del computer e di tutti i dispositivi elettronici. Intel 4004 lavorava ad una frequenza di 740 KHz ed includeva anche il controllo dei bus di memoria e di I/O, funzionalità che di solito non vengono considerate compito della CPU.



venerdì 4 novembre 2011

C64 Extreme!!!


Alzi la mano chi non ricorda il leggendario Commodore 64, macchina storica, su cui la maggior parte dei nati tra gli anni 70-80, si è fatta le ossa per entrare nel mondo dell'informatica (il sottoscritto aveva un Olivetti 286, ma sono memorabili le ore trascorse sul C64 di un amico).

Dal 2010 la Commodore USA ha ricreato e commercializzato il C64, debitamente aggiornato nella parte hardware (la prima versione era basata su una piattaforma hardware), con estetica totalmente riprendente i canoni del modello anni 80.

Pochi giorni fa, l'azienda che lo produce ha deciso di realizzarne anche una versione "estrema", riuscendo ad infilare sotto la tastiera un quadcore Core-i7 da 2.2 GHz (dotato di Turbo Boost che lo porta a 3.3 GHz), ben 8 GB di memoria RAM DDR3 e un hard disk da 2 TB, l'unica pecca, forse, sta nella scelta di lasciare i compiti grafici al sistema integrato Intel HD, non all'altezza di tutto il resto dell'hardware.

Tutt'intorno al case è distribuita una costellazione di porte, tra le quali due USB 3.0, tre USB 2.0, una porta eSATA e uscite video HDMI, VGA e DVI, insieme ad una porta S/PDIF. Non mancano una porta ethernet, connettività Bluetooth/WiFi 802.11n ed un masterizzatore DVD.

Il C64-Extreme sarà offerto, inizialmente, con sistema operativo Linux Mint con emulatore per il vecchio sistema Commodore, in futuro ne arriverà anche una versione con precaricato Windows ed è prevista un'opzione dual-boot per chi vuole mantenere entrambi gli OS.

Chi muore dalla voglia di esporre in salotto questo gioiello dal look anni 80 (esteticamente identico al modello originale) dovrà sborsare 1500 dollari, l'esclusività si paga.

giovedì 27 ottobre 2011

iPhone 4S via libera alle vendite in Italia



Gli amanti della mela morsicata possono tirare un sospiro di sollievo. La prima sezione civile del Tribunale di Milano ha respinto la richiesta di Samsung di bloccare iPhone 4S in Italia e quindi il nuovo smartphone di Apple sarà regolarmente in vendita da domani, 28 ottobre, anche nel nostro Paese.

L’azienda produttrice dei Galaxy aveva provato a mettere i bastoni fra le ruote al colosso di Cupertino presentando una causa per violazione di brevetti al Tribunale di Milano ma nella prima udienza tenutasi ieri, 26 ottobre, non c’è stata la sperata (da Samsung) posticipazione delle vendite di iPhone 4S.
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